Doppia istanza al Comune: si chiede lo stato dei lavori da 3,7 milioni e un intervento urgente di pulizia dell’area. L’opposizione: “La cittadinanza ha diritto di sapere”
L’Eremo di Croce Santa, un sito storico-archeologico abbandonato al degrado, con vegetazione secca che cresce indisturbata mentre i lavori di riqualificazione, finanziati con quasi quattro milioni di euro pubblici, sembrano procedere nel silenzio più assoluto.
È la situazione denunciata da sette consiglieri comunali di Rosolini ,Giuseppe Guastella, Carmelo Modica, Davide Soli, Rosario Cavallo, Maria Concetta Iemmolo, Tino Di Rosolini e Rosina Collemi, che l’8 giugno scorso hanno firmato due distinte istanze indirizzate al sindaco e agli uffici tecnici del Comune, portando alla luce quello che definiscono un caso “di opacità amministrativa nell’utilizzo delle risorse pubbliche”.
La prima lettera ha toni di allarme immediato. Nell’area dell’Eremo di Croce Santa “si è accumulata una quantità pericolosa di erbacce e sterpaglie secche. Con le temperature estive in rapida ascesa, il rischio di incendi è concreto e immediato. Chiediamo – scrivono i consiglieri – un intervento urgente di scerbatura e pulizia dell’area, a tutela della pubblica incolumità e delle abitazioni circostanti”.
La seconda istanza è più articolata e punta il dito direttamente sulla gestione del cantiere. Il sito è oggetto di un intervento finanziato con fondi pubblici per un importo complessivo di 3.7 milioni, destinato alla mitigazione del rischio idrogeologico e alla riqualificazione del parco. “Eppure”, denunciano i firmatari, “nessuna informazione aggiornata è stata resa pubblica sull’andamento dei lavori”.
I consiglieri chiedono una relazione dettagliata e aggiornata che risponda punto per punto a sette aree tematiche precise: Stato di avanzamento, la percentuale dei lavori eseguiti rispetto al progetto approvato e i SAL (Stati Avanzamento Lavori) già liquidati; Cronoprogramma, il rispetto dei tempi contrattuali, le eventuali proroghe concesse e la data stimata per l’ultimazione dei lavori; Varianti in corso d’opera, l’esistenza di eventuali perizie di variante e suppletive, con l’indicazione dei motivi e dei relativi costi aggiuntivi; Problematiche tecniche, eventuali criticità emerse in fase di cantiere che stiano rallentando o impedendo il regolare svolgimento delle attività.
E ancora: Gestione dei materiali di risulta, la quantificazione e classificazione dei materiali derivanti dagli scavi e dalle demolizioni, l’indicazione del sito di stoccaggio provvisorio e delle modalità di smaltimento finale o riutilizzo, con allegata copia dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) o piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo.
Interventi sul patrimonio arboreo, il censimento degli alberi ed essenze vegetali eventualmente eradicati, abbattuti o pesantemente potati nell’area dell’Eremo per fare spazio al cantiere; l’esistenza di relative perizie agronomiche preventive e delle necessarie autorizzazioni e nulla osta degli enti competenti (Soprintendenza e Ispettorato Ripartimentale delle Foreste) nonché l’eventuale piano di compensazione ambientale o reimpianto previsto dal progetto; e infine Stato dell’arte del progetto, una sintesi complessiva dello stato dei lavori e del rispetto del cronoprogramma originario.
I sette consiglieri non si limitano a chiedere chiarimenti ma pretendono risposte concete nei tempi dovuti e per iscritto. “O rispondete”, è in sintesi il messaggio, “o ci rivolgeremo agli organi competenti”.













