Quando l’umanità si fa strada tra i banchi di scuola. E il ruolo del docente diventa esempio. E quanto hanno voluto raccontare gli studenti adulti, della classe V SRA del corso serale dell’Istituto Agrario Paolo Calleri di Rosolini, per ringraziare il professor Raffaele Zammitti.
Stamattina era il giorno della seconda prova di esame, il professore stava scendendo le scale dell’istituto. Un passo messo male, una storta improvvisa, la caduta violenta. Il viso insanguinato, lo shock, gli studenti che corrono, una compagna che prende l’auto per accompagnarlo al PTE. “Non pensavamo più all’esame -raccontano-. Eravamo solo preoccupati per lui”.
Al PTE gli medicano la ferita, gli applicano un punto al labbro. Tutti pensano che non tornerà. Che verrà sostituito. Che la prova verrà rinviata. E invece no. Quando gli studenti rientrano in classe, lo vedono entrare. Dolorante, fasciato, provato. Eppure lì, davanti a loro. L’aula esplode in un applauso spontaneo. Un applauso che non è solo gratitudine: è riconoscimento, affetto, stupore.
“Non vi posso lasciare soli dopo quattro anni di percorso”, dice il professore. E si siede accanto a loro, come sempre.
Un gesto che vale più di mille lezioni di educazione civica. Adesso gli studenti hanno deciso di non far passare inosservato quanto successo stamattina e hanno scritto alla redazione inondandola di messaggi di apprezzamento per il professore Zammitti.
“Professore Zammitti, sei un uomo dal cuore grande. Hai abbandonato il tuo dolore e sei rimasto con noi solo per assicurarci che stessimo bene. Ogni momento con te è un momento di orgoglio”. Scrivono. Ed ancora: “Al giorno d’oggi persone come lei ce ne sono poche… grazie di cuore”. “Oggi ho visto cosa significhi davvero dedicarsi ai propri studenti. Provo un profondo rispetto per il suo esempio e un’ammirazione sincera”. “Ha dimostrato quanto tenga a noi e al suo lavoro. Le sarò sempre grato”. “Grazie, professore, per non averci lasciati soli. Il suo supporto ha fatto la differenza”.
Parole semplici, ma potentissime e che raccontano di un legame che si è costruito nel tempo in questi quattro anni di lezioni serali presso l’istituto Agrario. Gli studenti estendono la loro gratitudine anche alla coordinatrice Prof.ssa Pappalardo e alla Dirigente Scolastica dott.ssa Barbara Nanè, figure che definiscono “pilastri quotidiani” del loro percorso, nonché a tutti i professori che hanno accompagnato il loro cammino scolastico e la commissione presente con in testa il Presidente Giovanni Di Lorenzo.
“Il corso serale dell’Agrario non è solo un luogo di studio -scrivono gli studenti-, è un laboratorio di riscatto, un rifugio per chi vuole ripartire, una comunità che sostiene e accompagna”.
Da stamattina gli studenti hanno provato a contattare la redazione anche telefonicamente, non trovando nessuno a rispondere in quanto eravamo impegnati con le due inaugurazioni della villetta “Cultrera” e dell’asilo “Eliana Migliore”. E quando non trovi, fai di tutto pur di riuscire nell’intento: ed ecco che arrivano le email alla nostra redazione per farci sapere quanto successo. Non per protagonismo, ma per un motivo più grande: ricordare che Rosolini non è solo cronaca nera, ma anche dedizione, solidarietà, futuro. E in questa storia, il professore Zammitti non è stato solo un docente. È il simbolo di ciò che la scuola può essere quando mette al centro le persone.
Una città è fatta anche di questo. E raccontarlo è un dovere. Grazie agli studenti del serale dell’Agrario per averla raccontata.
Nella foto: gli studenti della classe V SRA del corso serale dell’Istituto Agrario Paolo Calleri di Rosolini con i loro docenti (Zammitti il primo a destra)











