In quarantena obbligatoria ma i familiari vanno a trovarlo; l’ira del sindaco: “Mettete a rischio un’intera città”

In quarantena obbligatoria ma i familiari vanno a trovarlo; l’ira del sindaco: “Mettete a rischio un’intera città”

“Segnalerò questo racconto alle Forze dell’Ordine”

Ci si scatena con i commenti sui social, spesso a caccia dell’untore, e alla ricerca dei nomi dei positivi ma intanto tra le mura di qualche abitazione rosolinese c’è chi è in quarantena e riceve “in visita”, come niente fosse, tutta la “sagra famiglia”, vivendo la quotidianità con una nonchalance allarmante.

È la segnalazione di un privato cittadino arrivata direttamente all’orecchio del sindaco Incatasciato, tramite telefonata, e che ha scatenato la sua ira proprio in diretta facebook: “È giunta l’ora di aumentare i toni, perché ancora qualche cittadino non ha capito quanto è grave la situazione! – dice il Sindaco stamattina in diretta facebook. “Se sono in quarantena obbligatoria, caro cittadino, devo capire in modo elementare che non mi può arrivare a casa la processione della famiglia che mi viene a trovare sennò riempiamo la città di virus perché, se ancora non lo avessimo capito, chi è in quarantena è un potenziale infetto!

E siccome – continua – il virus non è autoctono, non nasce a Rosolini, non nasce in Sicilia, non nasce in Italia, è importato da chi viene da fuori ma ce lo stano portando qua. E allora che se lo tengano nella loro abitazione così imposto dal governo! Peraltro a tutti verrà fatto il tampone, e andrà bene solo se rispettiamo le regole e evitiamo le processioni familiari.

Abbiamo capito la gravità della cosa? Abbiamo capito che è a rischio la vita di tutti?”

Il Sindaco ha così annunciato che segnalerà l’episodio alle Forze dell’Ordine.

“Ricevo migliaia di telefonate al giorno – ha continuato- , per segnalazioni, per chiarimenti su misure sanitarie e economiche, e l’amministrazione sta collaborando con ogni cittadino, con le forze dell’ordine e con gli organi sanitari tutti, rendendo effettive non solo le misure imposte da governo nazionale e regionale ma anche, liberamente, ulteriore misure comunali. Ma per dire “andrà tutto bene” dobbiamo mettercela tutta, in primis, come cittadini”.

 

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