In memoria di Paolo Borsellino: Rosolini protagonista di un messaggio di Legalità

In memoria di Paolo Borsellino: Rosolini protagonista di un messaggio di Legalità

In memoria di Paolo Borsellino, ma non solo. L’annuale e tradizionale appuntamento organizzato a Rosolini, in ricordo delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati del pool antimafia che portò al maxiprocesso di Palermo, si è svolto ieri sera in Piazza Garibaldi alla presenza di una folla attenta e partecipata.

Dal titolo “Il Futuro della memoria. Attualità dell’impegno di Paolo Borsellino”, il PD di Rosolini, di concerto con l’Associazione Lions Club sezione Rosolini – Pachino “Terra del Sole”, in occasione della ricorrenza della strage di Via D’Amelio, ha ricordato questo nefasto giorno con un convegno-dibattito che ha visto esprimersi e confrontarsi un parterre di relatori d’eccellenza: dopo i saluti istituzionali del sindaco, l’Avv.Pippo Incatasciato, e l’introduzione dell’Avv. Giovanni Giuca, sono intervenute due illustri figure dell’ambito giudiziario: la Dott.ssa. Sabrina Gambino (procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catania e neo Procuratore capo presso la Procura di Siracusa)) e il Dott. Andrea Reale (GIP presso Tribunale di Ragusa).

A moderare le riflessioni sull’argomento, è stato il Dott. Pippo Cascio, Giornalista di Siracusa. Nel corso della conferenza è intervenuto, tramite collegamento streaming, anche il giornalista Paolo Borrometi.

L’iniziativa ha voluto ricordare il sacrificio di chi ha dedicato la vita per il bene comune e ha portato in sé la forte e imprescindibile intenzione di infondere la cultura della legalità nel nostro territorio. Una cultura sentita, fatta propria e divulgata dagli ospiti della serata che hanno raccontato e rimembrato eventi che hanno segnato la lotta contro la mafia, storie e vicissitudini degli uomini e delle donne che quotidianamente conducono proficuamente e non, le loro funzioni istituzionali.

Il confronto, in particolare, si è concentrato sulla figura di Paolo Borsellino, ma anche di Giovanni Falcone. Sul ruolo fondamentale che i due magistrati hanno avuto nell’impostazione del maxi processo di Palermo e sull’inchiesta che ha portato al processo per la trattativa Stato-Mafia. Diversi sono stati gli interrogativi che il Dott.Cascio ha rivolto ai giudici presenti: Borsellino è stato una vittima sacrificale o un tassello fondamentale nella costruzione delle bordate mortali contro la mafia economica? Nel suo stare in prima linea con grande spirito di abnegazione, ha avuto davvero alle spalle lo Stato? Falcone e Borsellino sono stati sostenuti dalle istituzioni nella loro battaglia per una società migliore, libera da tutte le mafie?”.

Chiari, limpidi e realistici sono stati gli spunti e le autocritiche che magistrati e giornalisti hanno espresso in risposta di eventuali errori o ostacoli messi a punto dalla rispettiva categoria. La compagine di queste riflessioni ha suscitato delle positive energie tra il pubblico, fornendo a tutta la comunità presente uno sguardo rivolto, con speranza,  al futuro.

La Dott.ssa Gambino, sostituto procuratore presso la Corte d’Appello di Catania, impegnata nella revisione del processo Borsellino, conseguente alla strage di via D’Amelio in particolare ha fatto chiarezza sulla lunga serie di depistaggi, revisione, condanne definitive nei confronti di gente rivelatasi poi innocente, che hanno infatti intorbidito il percorso di ricerca dei responsabili. Ha infine fatto leva su come Borsellino e Falcone “hanno fatto della correttezza e della giustizia i loro principi guida al punto da sacrificare la vita per difenderli”, sollecitando e richiamando tutti, in particolare la stampa, a non abbassare la guardia e a tenere alta l’attenzione su certe tematiche.

Il Dott. Reale ha invece ricordato, in sinergia con la collega, l’impegno sociale dei due magistrati che hanno davvero speso per la lotta alle mafie, passione, sacrifici, studio e la loro stessa vita familiare. “Ciò che ci serve – evidenzia Reale – non è solo quello che ha portato alla tragedia dei due magistrati, ma la riapertura di questo dibattito sociale che si è completamente spento, la fiducia nelle istitutuzioni che è andata putroppo vertiginosamente scendendo. Occorre fare un atto di coraggio, di colpa e di penitenza, impegnandoci in una cosa: riprendere fiducia in quello che è lo Stato,non lasciare soli i suoi rappresentanti, coloro che hanno dato prova di serietà, professionalità, di abnegazione, di disenteresse personale nel cercare di riprendere a fare Stato nel migliore dei modi, combattendo l’anti-Stato di criminalità organizzata, massonica e di potentati economici.”. 

E sulla stessa scia di questi due input anche il giornalista Borrometi ha esortato a “riprenderci in mano il nostro paese, i nostri destini: cio è possibile solo se tutti ci rendiamo partecipi di una rivoluzione, in primis, culturale“.

Riuscirà Rosolini a dare, con coraggio e onestà, il suo contributo? Si spera. E, nell’attesa di questa rivoluzione, un invito nel frattempo è d’obbligo:”Ciascuno, nell’impegno che può produrre, metta un tassello in questo mosaico della legalità che in diverse occasioni, come quella di ieri sera, prende sempre più forma“.

 

 

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