“I poteri dello Stato e la spesa del denaro pubblico” di Carmelo Blancato

“I poteri dello Stato e la spesa del denaro pubblico” di Carmelo Blancato

di Carmelo Blancato

E’ meraviglioso spiegare agli studenti il delicatissimo rapporto fra i “Poteri dello Stato”.

Con l’opera “Lo spirito delle leggi” del 1748, Montesquieu declina e descrive il principio della separazione dei poteri. L’idea che la divisione del potere sovrano tra più soggetti sia un modo efficace per prevenire abusi è molto antica nella cultura occidentale.

Questa filosofia classica è stata recepita nelle costituzioni rigide moderne passando per la riscoperta del filosofo francese, teorizzatore della “monarchia costituzionale”.

Oggi, nel XXI secolo, bisogna interrogarsi sull’equilibrio del potere legislativo con quello esecutivo, sui rapporti e sulle influenze reciproche tra magistratura e Parlamento; il tutto caratterizzato da una (eccessiva) legislazione speciale da armonizzare con il diritto dell’Unione Europea.

Questi strumenti di garanzia devono essere rivolti al cittadino e non subiti dallo stesso.

Il primo rapporto va interpretato soffermandosi sull’art.92 della Costituzione italiana e sul concetto di “governare”; circoscritti al punto di equilibrio dei due poteri rappresentato dall’art. 94 della Costituzione, definito come “paracadute della democrazia”

L’equilibrio tra i poteri, la concretizzazione della democrazia e il bilanciamento tra autorità si evince, in particolare, dall’art. 94 della Costituzione, secondo il quale “il Governo deve avere la fiducia dalle due Camere”.

Il secondo equilibrio da tenere presente, riguarda gli equilibri fra Magistratura e Parlamento. Qui è necessario effettuare una parentesi riflessiva sulle norme e sulla struttura dell’ordinamento giudiziario.

Questi sono i giorni in cui tutti gli addetti ai lavori devono vigilare su tali argomentazioni.

Il plebiscito previsto alle Camere sulla fiducia al Governo Draghi, rappresenta “Un unicum” nella storia recente del nostro Paese.

Un banchiere a Palazzo Chigi non è una novità, ma la novità è quella che si sta innescando una iniezione di maxi-fiducia utile al Paese ed ai cittadini.

La dizione “debito buono” sta affascinando gli addetti ai lavori, se essa porterà a maxi-investimenti quale volano dell’economia.

Riusciremo a sviluppare, in breve tempo, la cantierabilità dei progetti? Saremo in grado di stoppare la “macchina della corruzione”?

Ed ecco allora che il ruolo delle Prefetture in tandem con la magistratura potranno arrestare in anticipo la macchina della corruzione (ex art. 34 bis Codice antimafia)

Facilità di spesa diviene una ghiottoneria per la “malavita- organizzata”. Si pensi alla “vicenda Mascherine” di cui si è occupata “La sette” in questi giorni e, siccome, la Sanità rappresenta la fetta più ghiotta della torta, eliminiamo, con urgenza la politica dal sistema sanitario. Essa rappresenta la “vera metastasi” del sistema, laddove l’applicazione della Economia sanitaria è stata interpretata in malo modo nel “concetto di aziendalizzazione”.

Manager, parenti ed amici dei politici, primariati ad hoc, fornitori senza controllo.

Questa è la fase in cui le Prefetture devono entrare a pieno titolo nella gestione delle gare. Partendo dalle White list e stoppando fin dall’origine, in fase preventiva, quindi, la “mala gestio” della cosa pubblica.

Proprio in questa fase, sarebbe auspicabile che i dirigenti delle Prefetture svolgessero gare h24, anziché limitarsi all’istituto del “Protocollo d’intesa di legalità”, apponendo le loro firme su ogni atto di gara.

Una task force prefettizia, fatta anche di segretari generali, di docenti di diritto universitari, di Avvocati dello Stato che mettano le loro firme sugli atti di gara, senza che questi ultimi si limitino a dare “pareri ed interpretazioni”.

Sarò forse un sognatore, ma questa è l’Italia che vorrei nel 2021 e 2022, per avere la certezza del diritto nella gestione e nella spesa del nostro denaro pubblico!

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