Con “Chiddu ca ma resta” fa incetta di premi allo Sferisterio: premio del pubblico, premio della critica e il premio Grotte di Fasassi
Ci aveva già lasciato il segno lo scorso anno, quando aveva vinto il Premio Nazionale Fabrizio De André a Roma. Ora Claudio Covato, cantautore rosolinese classe 1993, compie un passo in più: vincitore assoluto della 37ª edizione di Musicultura, il festival della canzone d’autore che ogni anno trasforma lo Sferisterio di Macerata in uno dei palchi più importanti d’Italia.
Otto artisti in gara, sette premi assegnati in due serate finali. Al termine è stato Covato a fare incetta di riconoscimenti, tutti conquistati con «Chiddu ca ma resta», brano scritto in dialetto siciliano.
Il primo premio è stato quello del pubblico: la platea dello Sferisterio lo ha eletto vincitore assoluto del festival, consegnandogli il Premio Banca Macerata del valore di 20.000 euro.

A seguire, i giornalisti presenti in sala stampa gli hanno assegnato il Premio della Critica intitolato al fondatore di Musicultura Piero Cesanelli, del valore di 3.000 euro, consegnato da Paolo Giordano.

Infine il Premio Grotte di Frasassi: 2.000 euro e una residenza artistica all’interno delle grotte marchigiane, dove Covato porterà la sua musica a dialogare con uno dei luoghi più suggestivi del territorio.

Laureato in chitarra classica al Conservatorio di Adria e in canto alla Scuola di Musica di Fiesole, Covato ha dato vita al suo progetto cantautorale nel dicembre 2023. Non viene dai talent show e non è sostenuto da grandi macchine promozionali: è un artista rosolinese che ha studiato, che scrive e che porta la sua musica in giro per tutta Italia con la sola chitarra in spalla.
A sottolineare il valore artistico di Covato è stato anche il direttore artistico di Musicultura, Ezio Nannipieri. “Alla fine è risultato vincitore assoluto un ragazzo, Claudio Covato, che ha saputo dare nuova fragranza alla tradizione della musica orale grazie a un approccio interpretativo e chitarristico di altissimo profilo e alla più profonda autenticità della lingua siciliana”, ha dichiarato.
«Chiddu ca ma resta» è lo stesso brano con cui il cantautore rosolinese aveva vinto il De André, come avevamo già raccontato su queste pagine.
Una canzone scritta in dialetto ma capace di parlare a chiunque, che annulla i confini tra lingue, identità e appartenenze. Non a caso la giuria del De André aveva citato esplicitamente il paragone con Crêuza de mä nella motivazione del premio.
Covato è ora al lavoro sui nuovi brani che comporranno il suo album d’esordio.











