Un mese di lezioni tra streaming e presenza a Rosolini, poi le prove di tiro a Lentini. La Federazione Italiana della Caccia – Sezione Provinciale Nuova Siracusa, con il responsabile Giuseppe Misseri, ottiene il via libera dalla Regione.
Un mese di lezioni, prove di tiro sul campo e un esame finale davanti a una commissione esaminatrice. Da lunedì 22 giugno, circa sessanta cacciatori della provincia di Siracusa si siedono in aula per diventare coadiutori ufficiali ai piani di controllo numerico dei cinghiali, nell’ambito del corso organizzato dalla sezione provinciale “Nuova Siracusa” della Federazione Italiana della Caccia, guidata dal responsabile provinciale Giuseppe Misseri.
La risposta arriva mentre nei Monti Iblei la situazione è ormai fuori controllo: danni alle coltivazioni, recinzioni distrutte, incursioni sempre più frequenti nelle aree rurali e rischi per la sicurezza stradale. Una settimana fa il deputato regionale M5S Carlo Gilistro ha presentato all’ARS un’interrogazione chiedendo la dichiarazione dello stato di emergenza regionale.
L’autorizzazioneal corso è arrivata il 10 giugno scorso dalla Regione Siciliana e dà il via libera a un percorso formativo da 43 ore complessive: lezioni in streaming sincrono, sessioni in presenza a Rosolini e due giornate di esercitazione pratica sul campo da tiro a Lentini. Si studia di tutto: dalla biologia riproduttiva del cinghiale alle tecniche di abbattimento, dalla balistica alla normativa igienico-sanitaria per il trattamento delle carcasse.
Con i nuovi abilitati, i coadiutori operativi nella provincia di Siracusa saliranno a oltre 145, a cui si aggiungono quelli formati da altre federazioni locali.
Il territorio, nel frattempo, si sta già attrezzando per accogliere i risultati di questo lavoro. Buccheri, primo comune della provincia a muoversi in questa direzione, ha messo a disposizione locali comunali che fungeranno da centro di raccolta e stoccaggio della selvaggina, dotati di celle frigorifere fornite dalla Regione. In sinergia con l’ASP di Siracusa, le carni certificate potranno essere immesse nella filiera corta locale: vendute o cedute gratuitamente. Un modello concreto che trasforma l’abbattimento controllato in risorsa per la comunità.
Il percorso formativo si concluderà con un esame davanti a una commissione esaminatrice che includerà un funzionario della Ripartizione Faunistico Venatoria competente per territorio.












