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Non ci sono i fondi per coprire interamente il servizio, a Rosolini l’assistenza ASACOM ridotta del 50%

La Giunta Comunale di Rosolini, presieduta dal sindaco Giovanni Spadola, ha approvato all’unanimità la deliberazione n. 94 del 17 settembre 2026, recante l’atto di indirizzo per l’avvio del servizio di Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) a favore degli alunni con disabilità per l’anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento sancisce tuttavia una drastica misura di contenimento: l’amministrazione ha disposto una decurtazione di almeno il 50% delle ore settimanali di assistenza specialistica proposte dai Gruppi di Lavoro per l’Inclusione degli Istituti Comprensivi di Rosolini.

I dettagli e la gravità del quadro finanziario emergono dalla relazione tecnica presentata il 18 agosto 2026 dal Responsabile del Settore Servizi Sociali, Orazio Candito. Sulla base della documentazione trasmessa dalle scuole entro il termine del 30 giugno, sono 52 gli alunni con disabilità grave riconosciuti aventi diritto al servizio per il nuovo anno scolastico.

Per garantire la loro piena integrazione, gli Istituti Scolastici avevano quantificato un fabbisogno complessivo di 30.894 ore di assistenza: nello specifico, 11.382 ore per il primo periodo tra settembre e dicembre 2026 e 19.512 ore per il secondo periodo tra gennaio e giugno 2027.

Considerato un costo orario di 22,57 euro (oltre IVA al 5%), parametrato sulle tabelle del Ministero del Lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario ed educativo, la spesa necessaria ad assicurare integralmente le ore richieste ammonterebbe a 256.891,74 euro oltre IVA per il periodo settembre-dicembre 2026 e a 440.385,84 euro oltre IVA per il periodo gennaio-giugno 2027.

Di contro, la disponibilità finanziaria effettivamente presente nei capitoli di pertinenza del Comune per l’anno 2026 ammonta a soli 120.160,64 euro suddivisi in 53.790,02 euro di fondi ministeriali ASACOM, 29.951,47 euro di economie di bilancio comunale e 36.419,15 euro di fondi regionali in attesa di trasferimento da parte del Distretto Socio-Sanitario D46.

L’Ufficio Servizi Sociali ha formalmente attestato l’assenza di ulteriori somme nei capitoli di spesa di propria competenza e l’impossibilità di stornare altre risorse, precisando che l’avvio del servizio è fattibile soltanto dimezzando le ore proposte dalle scuole.

La Giunta ha motivato la decurtazione del monte orario fondandosi sulla recente sentenza n. 1798/2024 del Consiglio di Stato. Secondo i giudici amministrativi le quantificazioni elaborate dai Piani Educativi Individualizzati (P.E.I.) costituiscono proposte tecniche e non determinazioni vincolanti per i Comuni. Gli enti locali, tenuti ad assicurare l’assistenza “nei limiti delle risorse disponibili”, conservano quindi un margine discrezionale per contemperare il diritto all’inclusione scolastica con la sostenibilità economico-finanziaria dell’ente e con i principi del cosiddetto “accomodamento ragionevole”.

Il Comune garantisce quindi la partenza del servizio per l’avvio delle lezioni, ma consegna alle famiglie e alle scuole un monte ore tagliato del 50%.

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Immagine di Ferdinando Perricone

Ferdinando Perricone

Editore e Direttore responsabile del Corriere Elorino. Giornalista dal Marzo del 2000.
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