Il Consiglio Comunale di Rosolini ha approvato l’adesione alla Rottamazione-Quinquies, la misura che permette a cittadini, famiglie e imprese di regolarizzare la propria posizione tributaria. Il provvedimento è passato con i soli voti dell’opposizione consiliare, mentre la maggioranza ha scelto di astenersi.
Sul voto interviene il movimento politico “Mente e Cuore” che in un comunicato critica duramente la scelta della maggioranza. “Quando si governa una città, soprattutto in una fase delicata di dissesto e risanamento finanziario, non ci si può nascondere dietro l’astensione”, scrive il movimento, secondo cui “amministrare significa assumersi responsabilità, prendere posizione e spiegare chiaramente ai cittadini le proprie scelte”.
Nel comunicato, “Mente e Cuore” pone due domande dirette alla maggioranza: “Se questa misura è utile ai cittadini, perché la maggioranza non l’ha sostenuta?” e “Se invece riteneva che vi fossero criticità o dubbi tecnici, perché non illustrarli apertamente durante il Consiglio Comunale?”.
Per il movimento, l’astensione “è una scelta politica precisa”: “Chi amministra e si astiene evita di assumersi il peso di una decisione, lasciando ad altri il compito di decidere e di rispondere ai cittadini”. E ancora: “La maggioranza ha preferito non esporsi”.
Il giudizio si estende all’intero mandato amministrativo: “Dopo cinque anni di amministrazione non si può più parlare di inesperienza. È mancata la chiarezza, è mancato il senso di responsabilità”. Il movimento parla di una scena che si ripete, con “consiglieri di maggioranza silenziosi, ‘muti’ politicamente parlando”, aggiungendo: “Non è accettabile!”.
Nel testo, “Mente e Cuore” invita i cittadini a porsi alcune domande: “Se la Rottamazione-Quinquies rappresenta un’opportunità per cittadini e imprese, perché la maggioranza non l’ha votata?“, “Se esistevano perplessità tecniche o giuridiche, perché non sono state spiegate pubblicamente in Consiglio Comunale?” e “È accettabile che chi governa una città scelga di non prendere posizione su un tema che riguarda centinaia di famiglie?”.
Il comunicato si chiude con un appello: “Il futuro della città non può essere affidato al silenzio. Quando c’è da decidere per il bene dei cittadini, l’astensione non è prudenza: è assenza. E una città in difficoltà non ha bisogno di spettatori, ma di amministratori”.











