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Rosolini, la maggioranza replica all’opposizione sulla Rottamazione-quinquies: “Prima accusano, poi disertano le Commissioni”

Dopo quindici giorni dal comunicato dei consiglieri di opposizione che invitava l’amministrazione ad aderire alla rottamazione-quinquies, arriva la controreplica dei movimenti Giovani Rosolinesi e Rosolini al Centro, che con un comunicato duro accusano i consiglieri di minoranza di incoerenza politica e di essersi sottratti al confronto istituzionale proprio nel momento in cui erano chiamati a dimostrare la sostanza delle loro rivendicazioni.

Noi lavoriamo per dare certezze ai cittadini, altri preferiscono i comunicati stampa”, è il titolo scelto per la nota, che “contesta integralmente la ricostruzione” fornita dai consiglieri di opposizione nell’articolo del 7 luglio, quando il sindaco Giovanni Spadola e la sua Amministrazione erano stati accusati di “silenzio, superficialità e immobilismo”. Secondo i due movimenti, “i fatti successivi hanno dimostrato una realtà molto diversa“: nel comunicato del 7 luglio, ricordano, “l’opposizione sosteneva che il Comune dovesse aderire urgentemente alla misura”, definita “un’importante opportunità sociale ed economica per i cittadini e per l’Ente”, e il presidente della Commissione Bilancio, Davide Soli, aveva annunciato che avrebbe convocato l’organismo “già nella settimana successiva”, con l’obiettivo dichiarato di “passare dalle parole ai fatti”.

Ma quando il sindaco ha “concretamente chiesto e disposto la convocazione congiunta delle Commissioni Affari generali e Bilancio e finanze per affrontare la questione”, la reazione è stata opposta: Soli e il presidente della Commissione Affari generali, Giuseppe Guastella, hanno risposto “con una nota formale, contestando la procedura e sostenendo che la convocazione fosse priva di efficacia”.

Vi è un aspetto ancora più significativo“, proseguono i due movimenti: nella nota del 16 luglio i due presidenti “hanno completamente modificato la posizione precedentemente espressa pubblicamente”. La stessa misura, “inizialmente descritta come un’opportunità irrinunciabile che l’Amministrazione avrebbe colpevolmente trascurato, è stata successivamente indicata come una misura potenzialmente imprudente, capace di ridurre la massa attiva dell’Ente in dissesto e di determinare persino rischi di danno erariale”. Da qui l’interrogativo posto nel comunicato: “qual è la vera posizione dell’opposizione?”. Il 7 luglio, si legge, “accusava il sindaco di non aderire immediatamente alla rottamazione e di rischiare di far perdere ai cittadini un’occasione importante“; pochi giorni dopo, invece, “sosteneva che aderire potesse arrecare ‘ingenti danni economici e patrimoniali’ al Comune”. Conclusione netta: “Non può essere tutto vero contemporaneamente”.

Respinte le contestazioni procedurali richiamando “l’articolo 8 del Regolamento comunale, che prevede la possibilità per il sindaco di convocare le Commissioni in caso di urgente necessità o per altra causa“, Spadola aveva confermato la seduta congiunta per il 20 luglio alle ore 8:30, con all’ordine del giorno proprio “l’adesione alla Rottamazione quinquies“. Ma “nel giorno e nell’ora stabiliti“, denunciano i due movimenti, “proprio i consiglieri di opposizione e i presidenti delle Commissioni che avevano sollevato pubblicamente il problema non si sono presentati”- “la contraddizione politica che non può essere nascosta dietro dispute formali o comunicati stampa”. “Chi riteneva davvero urgente discutere la misura avrebbe dovuto partecipare alla seduta, esporre le proprie perplessità, richiedere i pareri degli uffici, confrontarsi con l’Amministrazione e contribuire alla costruzione di una proposta seria e sostenibile”: l’opposizione, invece, “ha scelto di lasciare vuote le sedie delle Commissioni”.

Il comunicato si chiude con un affondo sul metodo: “prima si lanciano accuse attraverso gli organi di informazione, poi, quando arriva il momento di affrontare concretamente i problemi nelle sedi istituzionali, si sollevano ostacoli procedurali e ci si sottrae al confronto”. E ancora: “Il clamore mediatico non può sostituire il lavoro amministrativo. La politica si misura nelle sedi istituzionali, non soltanto sui social network o attraverso i comunicati stampa“. Ai cittadini viene chiesto di “giudicare dai fatti”: da una parte “chi dedica tempo a predisporre gli atti, acquisire pareri, verificare la normativa e cercare soluzioni condivise“; dall’altra “chi, dopo avere accusato l’Amministrazione di ritardi, decide di non partecipare proprio alla seduta convocata per affrontare il problema“. Chiusura programmatica: “Noi continueremo a scegliere la strada del lavoro, della responsabilità e della tutela degli interessi della città. Perché Rosolini ha bisogno di amministratori che affrontino i problemi, non di spettatori che si limitino a commentarli”.

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