Una seduta densa di provvedimenti tecnici, quella che il Consiglio comunale di Rosolini ha affrontato ieri, lunedì 27 luglio, arrivata dopo giorni di polemiche tra maggioranza e opposizione sul tema della “Rottamazione-quinquies”. L’assemblea ha varato una lunga serie di delibere che riguardano da vicino le tasche dei cittadini. Ma quando i lavori sono arrivati al punto sulla rottamazione quinquies, è bastata l’uscita di un solo consigliere a far cadere il numero legale e a fermare la seduta. La maggioranza, da sola, non tiene. L’opposizione era assente.
Il Comune di Rosolini, in dissesto finanziario, procede ancora in gestione provvisoria, senza un bilancio di previsione approvato: la giunta interviene quindi spesso con delibere d’urgenza, poi sottoposte a ratifica. È quanto illustrato dal ragioniere capo Vincenzo Modica, secondo cui tutte le variazioni approvate rispettano gli equilibri di bilancio e hanno ricevuto parere favorevole dai revisori dei conti. Tra i provvedimenti più rilevanti, la correzione di un errore sui fondi ministeriali per la messa in sicurezza del territorio: lo stanziamento per i lavori di viale Cavaliere Marina, inizialmente fissato a 1.130.000 euro, è stato rettificato a 1.330.000 euro. Il Consiglio ha approvato la rettifica, completando un doppio finanziamento ministeriale (che riguarda anche i lavori di via Cavour ) per un totale di circa 2,5 milioni di euro contro il rischio idrogeologico. Via libera anche alla ratifica di un finanziamento PNRR da 76.908,80 euro per il potenziamento della capacità di pianificazione della forza lavoro dell’ente, con acquisto di computer, attrezzature e arredi per gli uffici, e al riallineamento degli stanziamenti sulla spesa del personale — 197.268,03 euro — reso necessario dai rinnovi contrattuali. Approvata infine la delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio, prevista entro il 30 giugno: un atto che, ha precisato Modica, attesta l’equilibrio della sola parte corrente del bilancio 2026, vista la condizione di dissesto dell’ente.
Il cuore politico della seduta è stato però il Piano economico finanziario (PEF) del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il periodo 2026-2029, approvato secondo il metodo tariffario fissato da Arera. Il funzionario del settore tributi, Carmelo Vindigni, ha spiegato che il piano, validato dall’Autorità d’ambito provinciale e da Arera, non si discosta in maniera significativa dai costi degli anni precedenti, anche “grazie al risultato raggiunto sulla raccolta differenziata, salita al 72%”.
Una notizia accolta con soddisfazione dall’amministrazione: mantenere alta la percentuale di differenziata, ha sottolineato il sindaco, consente di contenere l’aumento delle bollette in un momento in cui altri Comuni della provincia registrano rincari anche del 10-20%.
Novità assoluta per il 2026 è l’introduzione del bonus sociale rifiuti, applicato per la prima volta a Rosolini: una riduzione del 25% sulla tariffa per le utenze domestiche con ISEE inferiore a 9.796 euro, soglia che sale a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli. Il beneficio, riservato alle sole utenze domestiche, è riconosciuto automaticamente a chi presenta l’ISEE e rientra nei parametri fissati dalla legge statale. Vindigni ha specificato che la copertura del mancato gettito derivante dagli sconti viene garantita da una componente perequativa nazionale, la UR4, che comporta un lieve aggravio (circa 6 euro) sulle bollette di tutti gli altri utenti.
Il clima con cui il Consiglio è arrivato all’appuntamento del 27 luglio non era disteso. Nei giorni precedenti, con un comunicato congiunto, i consiglieri di opposizione erano intervenuti duramente contro quello che definivano il silenzio dell’amministrazione Spadola sulla “Rottamazione-quinquies”, la definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione la cui scadenza è fissata al 31 luglio 2026. Nella nota chiedevano conto al sindaco, che detiene anche le deleghe a Entrate e Tributi, dei tempi con cui l’ente si stava muovendo, definendo l’adesione alla misura un atto di attenzione sociale necessario data la condizione di dissesto. Il punto è arrivato in aula ieri e il sindaco ha espresso rammarico per l’assenza dell’opposizione proprio nel giorno in cui si discuteva anche di rottamazione. I consiglieri di opposizione, dal canto loro, avevano più volte ribadito pubblicamente di non riuscire a partecipare alle sedute delle 10 del mattino per impegni di lavoro – lo stesso orario a cui era calendarizzato il punto sulla rottamazione.
È proprio su quel punto che i lavori si sono fermati: il numero legale, già risicato, reggeva solo grazie alla presenza del consigliere Daniele Giurato, e la sua uscita dall’aula ha fatto mancare il numero legale. La seduta è stata aggiornata prima di un’ora, poi di 24 ore. Stamattina ancora aula vuota: presenti solo il presidente del consiglio Corrado Sortino, la vicepresidente Concetta Cavallo e il consigliere di maggioranza Giuseppe Gambuzza.













