Il Consiglio comunale di Rosolini ha approvato, nella tarda serata di giovedì 30 luglio, l’adesione alla “rottamazione quinquies”, la definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Il termine nazionale per l’adesione dei Comuni scade oggi, 31 luglio: la delibera arriva letteralmente all’ultimo giorno utile.
Due numeri riassumono la seduta. Il primo: il quorum e il voto favorevole sono arrivati grazie alla presenza compatta dei gruppi di opposizione, dopo giorni in cui altre sedute erano saltate per assenza di numero legale. Il secondo: cinque consiglieri di maggioranza –Gianluigi Pitrolo, Vincenzo Cataudella, Biagio Galazzo, Cavallo Concetta (vicepresidente del Consiglio) e il presidente Corrado Sortino -si sono astenuti sul punto, senza motivare la scelta in aula. Gli altri consiglieri di maggioranza erano assenti. Assente anche il sindaco Giovanni Spadola.
L’iniziativa era stata resa pubblica per la prima volta già a marzo dal consigliere di minoranza Davide Soli, che ha anche chiesto formalmente la convocazione d’urgenza della seduta del 30 luglio, dopo lo stallo delle sedute precedenti.
Il provvedimento, adottato in base alla normativa nazionale (legge 199/2025 e legge 38/2026), consente al Comune di aderire alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Rientrano nella misura i debiti di natura tributaria (IMU, TARI) e patrimoniale (sanzioni del Codice della Strada); restano esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei Conti.
Chi aderisce estingue il debito pagando solo la quota capitale, oltre alle spese vive di notifica e delle eventuali procedure esecutive. Vengono azzerati sanzioni, interessi di mora e interessi per ritardata iscrizione a ruolo. È prevista una dilazione fino a un massimo di 54 rate (minimo 100 euro a rata), con la prima rata indicata per il 31 gennaio 2027.
I carichi complessivi valgono circa 11 milioni di euro. Secondo quanto riferito in aula dal settore Tributi, senza l’adesione alla rottamazione il recupero atteso sarebbe stato del 10-20%; con la misura la stima sale a una forbice tra il 50 e l’80%. Sulle date entro cui i cittadini potranno presentare la domanda, indicativamente tra ottobre e dicembre, i cittadini possono rivolgersi al settore Tributi del Comuneche nei prossimi giorni dovrà comunicare le scadenze definitive, anche tramite il portale istituzionale.
Un punto resta aperto: l’Organismo Straordinario di Liquidazione, competente sui carichi più risalenti visto lo stato di dissesto finanziario dell’ente, non ha dato un parere né favorevole né contrario, allineandosi alla posizione attendista già assunta da altri Comuni in dissesto in attesa di un chiarimento del Ministero dell’Interno. Il Consiglio ha messo comunque a verbale una clausola di salvaguardia che fa salve le competenze dell’OSL sui carichi di propria spettanza.
Su questo fronte, in aula, il consigliere Rosario Cavallo ha riferito di essersi attivato nei giorni precedenti alla seduta contattando direttamente il Ministero e, per suo tramite, il deputato regionale Luca Cannata, ricevendo rassicurazioni -verbali, non una risposta scritta – sul fatto che la rottamazione può essere applicata anche dai Comuni in dissesto finanziario come Rosolini, non intaccando la quota capitale dei crediti e quindi senza generare un danno erariale.
Al momento della votazione, il punto è passato senza voti contrari: chi non era d’accordo si è astenuto, non ha votato contro. L’immediata eseguibilità della delibera — il passaggio che permette di trasmetterla subito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, evitando ritardi tecnici — è stata invece approvata all’unanimità, senza un solo astenuto. Sul metodo, quindi, l’accordo si è trovato; sul merito, no. Nessuno dei cinque consiglieri di maggioranza astenuti ha preso la parola per spiegare la propria scelta nel momento del voto, a differenza di quanto avvenuto per quasi ogni altro passaggio della seduta. Resta un fatto, al netto delle interpretazioni: una misura di sollievo fiscale diretto per i cittadini di Rosolini è stata approvata dal Consiglio comunale con il voto dell’opposizione, mentre la maggioranza che la città esprime ha scelto di non sostenerla apertamente senza chiarirne pubblicamente il motivo.













