Di Ferdinando Perricone – Approfondimento dal Corriere Elorino cartaceo del mese di giugno 2026
L’arte e l’amore in un catalogo rosso
Ho vissuto quel momento raro in cui la semplice cronaca si trasforma, senza preavviso, in un atto d’amore. È accaduto quando la signora Meluccia Falco è entrata in redazione stringendo tra le mani un catalogo rosso con la scritta “Opere del Maestro d’Arte di Ceramica Corrado Scala”.


Sfogliandolo, è stato subito evidente che non si trattava soltanto di una raccolta meticolosa di mostre, articoli, laboratori e ricordi. Quelle pagine erano un gesto d’amore allo stato puro: ritagli ingialliti, fotografie, appunti, testimonianze che Meluccia ha custodito per decenni per rendere omaggio alla passione di una vita del marito.
Perché Corrado Scala, nato a Rosolini nel 1946, ha dedicato la sua vita all’Arte. Il suo percorso, come emerge dalle pagine curate dalla moglie, ha una genesi quasi cinematografica: nel 1967, durante il servizio militare in Friuli, i suoi superiori rimasero così ammaliati dal suo talento da concedergli di dipingere in caserma, portandolo alla sua prima mostra personale di paesaggi friulani. Da lì Corrado Scala non si è più fermato, attraversando una “parentesi torinese” dove, in una cantina di via Cassini, 72, ha sperimentato con la fotografia, la xilografia e le fusioni in piombo. Il suo appartamento divenne presto sede di una “Mostra d’arte permanente”, dove ci si incontrava con alcuni amici: Ippolito Di Loro, Franco Aprile, Salvatore Petriglieri. Discussioni, confronti, notti lunghe. È lì che si forma la sua visione: un’arte che non è mai decorazione, ma identità.
Tornato nella sua terra, Scala porta con sé la disciplina del Nord e il calore del Sud. Crea un laboratorio nella sua abitazione e, nel 1986, assieme ad altri artisti, dà vita alla galleria permanente “Il Bugigattolo” in Corso Savoia, con il professor Angelo Di Maria e l’architetto Enzo Falco.Le sue opere, i celebri “souvenir” artistici, diventano simboli della città: la Fontana del Tritone, la Chiesa Madre, l’Eremo di Croce Santa, Cava Paradiso, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, il Borgo Medievale di Cozzo Cisterna il Campanile dei Platamone con il campanile ben conservato. Su commissione il Comune li dona a delegazioni dal Canada, dall’Argentina alla Bielorussia.




Nel 1995, un bassorilievo della Fontana del Tritone, modellato da Scala, viene consegnato allo scrittore Vincenzo Consolo, vincitore del Premio Strega, in occasione della cerimonia di premiazione della terza edizione de “Il Racconto”, concorso letterario ideato e curato dal presidente di Cultura e Dintorni, prof. Corrado Calvo, che all’epoca ricopriva la carica di Assessore alla Cultura e alla Finanza.

Tra le sue creazioni più celebri, le Maschere Apotropaiche, per i volti antropomorfi, e i tratti deformi e beffardi. Sono opere che parlano di miti greci e romani, di paure e protezioni, di un Sud che non dimentica le sue radici.
Oggi sono custodite in collezioni private dall’Italia all’Argentina.
Scala non si chiude mai nella bottega. Porta la ceramica nelle scuole, nei corsi per docenti, nei progetti PON. Insegna ai ragazzi che “manipolare la terra” è un modo per stare bene insieme, per conoscersi, per crescere.

È un maestro nel senso più pieno: chi lo ha incontrato non ha imparato solo una tecnica, ma un modo di guardare il mondo. Collaborazioni con il dirigente Corrado Baglieri, Carmelo Portelli, Giovanni Di Mari, con i circoli di cultura “Pirandello” con mostre in cui hanno esposto anche Angelo Di Maria, Iano Lauretta, Carmelo Modica, Enzo Falco Quirino De Ieso, Pippo Ognibene, con il “Club Famiglie” nel 1994 con il suo presidente Andrea Macauda, la Fidapa con la presidente Emanuele Sulvana Falco, il Lions con il presidente Pietro Giannone. Ed ancora il presepe nella Sono anni di fervore: le collettive “Frammenti”, le esposizioni con FIDAPA e Lions, il Presepe per la Cantina Elorina, del presidente Sarino Ciccazzo. Rosolini non è più solo un paese: è un laboratorio culturale. E a Corrado Scala va riconosciuto il merito di aver divulgato a Rosolini l’Arte della Ceramica e terracotta conferendo altresì, visibilità e lustro, per parecchi anni, al nostro territorio.
Oggi, a 80 anni, dopo difficoltà di salute che avrebbero piegato chiunque, Corrado Scala vuole riaprire il suo laboratorio in Via Lo Bello 58. Vuole tornare alla terra, al fuoco, alla forma.

Vuole continuare a sognare. E questo, forse, è il suo gesto più artistico.
Ma il cuore di questa storia non è solo l’artista. È Meluccia Falco. Pagina dopo pagina, nel suo catalogo rosso, ha raccolto mostre, articoli, fotografie, ritagli, lettere, appunti. Ha costruito un archivio che è insieme memoria e promessa. Ha custodito l’uomo e l’artista, senza separarli mai.
E lei, inseparabile compagna di viaggio scrive una frase semplice, che vale più di qualsiasi critica d’arte: “Sono orgogliosa di camminare al tuo fianco come compagna “di vita e di bottega” in questo meraviglioso viaggio chiamato “Arte”.
È lì che si capisce tutto. Che l’opera più grande non è una maschera, un bassorilievo, un souvenir monumentale.
L’opera più grande è questo amore che ha saputo trasformare una vita in un patrimonio, un artista in una storia, un catalogo in un testamento affettivo.
Corrado Scala non ha solo modellato la ceramica. Ha modellato Rosolini. E Meluccia, con il suo catalogo rosso, ha modellato la memoria di entrambi.












