Una intensa giornata di fede, preghiera e comunione ecclesiale ha segnato la celebrazione della Solennità del Santissimo Cuore di Gesù presso il Monastero della Visitazione di Orti. Di seguito la testimonianza degli affiliati della Visitazione, che ripercorrono i momenti della celebrazione e il significato spirituale della devozione al Sacro Cuore.
Venerdì 12 giugno, Solennità del Santissimo Cuore di Gesù
Con animo grato ci siamo raccolti presso il Monastero della Visitazione di Orti.
Davanti all’Eucaristia, cuore pulsante della nostra fede, abbiamo celebrato la Messa presieduta da S.E. Mons. Morosini, vescovo emerito della diocesi di Reggio Calabria e con la partecipazione del rettore del seminario e dei seminaristi del seminario arcivescovile.
Alla celebrazione hanno preso parte, in profonda comunione, le comunità dei paesi limitrofi, segno vivo della Chiesa che cammina unita.
Al termine, il Santissimo Sacramento è stato portato in processione e con la Benedizione Eucaristica sullo Stretto di Messina abbiamo affidato al Cuore di Cristo le nostre famiglie, e il mondo intero.
Il Cuore Eucaristico di Gesù è il cuore che ama e si dona fino in fondo, presente nel Pane consacrato. È amore che si fa cibo, vicino, silenzioso, per restare con noi.
San Francesco di Sales non ha “inventato” il culto, ma ne ha preparato il terreno. Per lui Dio è soprattutto bontà e dolcezza. Nel suo libro Trattato dell’Amore di Dio parla del Cuore di Cristo come del centro da cui nasce ogni affetto di carità. Insegna che amare Gesù significa conformare il proprio cuore al Suo: mite, paziente, accessibile a tutti. La sua spiritualità della “devozione” ha aiutato a guardare al Cuore di Gesù non con paura, ma con fiducia filiale.
Tra il 1673 e il 1675, a Paray-le-Monial, Gesù appare a suor Margherita Maria Alacoque, monaca della Visitazione. Gli mostra il Suo Cuore circondato da spine, sormontato dalla croce e da una fiamma. Si lamenta: “Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini e ne riceve ingratitudine”. Le chiede tre cose: la festa del Sacro Cuore, il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini; la comunione riparatrice ogni primo venerdì del mese; l’ora santa del giovedì notte
Da lì nasce il culto ufficiale al Sacro Cuore.
L’ordine delle Suore della Visitazione fu fondato proprio da San Francesco di Sales e Santa Giovanna de Chantal. Il nome “Visitazione” richiama Maria che va da Elisabetta portando Gesù nel grembo. È il primo “tabernacolo vivente”.
Gesù scelse proprio una monaca della Visitazione per rivelare il Suo Cuore perché l’ordine incarna due virtù del Cuore di Cristo: dolcezza e umiltà. Francesco di Sales voleva un ordine senza clausura stretta, vicino alla gente, con la carità come regola. Così il messaggio di Margherita Maria nasce nel “cuore” della spiritualità salesiana.
In breve: Francesco di Sales ci insegna come amare quel Cuore con dolcezza. Margherita Maria ci mostra quel Cuore ferito d’amore. La Visitazione ci ricorda che quel Cuore viene a “visitarci” e restare con noi nell’Eucaristia.
Grati al Signore per averci fatto vivere questo momento di grazia e per la comunità Visitandina di Orti che ci accoglie sempre con tanta gioia e affetto.
Gli affiliati della Visitazione di Orti- Dio sia benedetto











