Incontro a Rosolini su “Giustizia e Perdono”: un approccio oltre la punizione

Incontro a Rosolini su “Giustizia e Perdono”: un approccio oltre la punizione

Una concezione di giustizia che consideri non solo la punizione del colpevole, ma anche la guarigione delle ferite della vittima e il reinserimento sociale del reo: questa è una delle considerazioni emerse dall’interessante incontro che si è svolto al cine teatro di Santa Caterina venerdì 18 alle 18.30. L’evento ha avuto come ospiti S.E. Mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto, e il dottor Andrea Palmieri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa. L’incontro, terzo appuntamento dei “Venerdì della Misericordia” in occasione del trentennale della sua fondazione, ha avuto come tema “Giustizia e Perdono”.

Il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, e il governatore della Misericordia Nino Savarino hanno fatto gli onori di casa in un cineteatro che ha registrato la presenza di numerosi cittadini, oltre al capitano della Compagnia di Noto, Mirko Guarriello, e al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Rosolini, Paolo Amore.

L’avvocato Angela Giunta ha moderato l’incontro, prendendo spunto dal rapporto epistolare tra il giudice Elvio Fassone e un ergastolano per introdurre la delicata relazione tra giustizia, responsabilità e perdono.

Rifacendosi all’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco, il dottor Palmeri ha sottolineato come perdonare implichi un impegno attivo per far cessare l’oppressione e “togliere il potere di nuocere a chi delinque”, riconoscendo alla vittima “il diritto alla giustizia e alla restituzione della dignità”.

Tra le emergenze della giustizia sono state ricordate il sovraffollamento carcerario e i costi sostenuti dallo Stato, che si aggirano sui 137 euro al giorno per ogni detenuto. È stato evidenziato come tali somme dovrebbero essere investite meglio nella rieducazione del carcerato e nel suo reinserimento sociale. Sulla finalità rieducativa della pena è stato richiamato l’articolo 27 della Costituzione, pur riconoscendo il fallimento del sistema nel raggiungere pienamente tale obiettivo.

Il vescovo di Noto ha condiviso le sue frequenti esperienze con i detenuti del carcere di Noto, arricchendo il suo intervento con riferimenti letterari e teologici. “Il perdono non è contrario al senso della giustizia, perché sia la Misericordia come anche la Giustizia sono, come dice san Tommaso D’Aquino, tra i nomi e gli attributi di Dio”.

La sua riflessione si è concentrata sul valore espiatorio e di reinserimento della pena e sulla necessità di una sinergia tra istituzioni e dell’educazione alla legalità per promuovere una “civiltà dell’amore”. Il vescovo ha aggiunto: “Siamo soliti costruire steccati e innalzare barriere. Siamo invece chiamati a costruire ponti e relazioni. Siamo chiamati al vero cambiamento”.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti del governatore Nino Savarino e una serie di contributi del pubblico con l’invito alla riflessione sulla responsabilità di chi vive in contesti più privilegiati nel lavorare per una società più giusta e umana.

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