Un progetto di cooperazione nato “dal basso”, promosso con determinazione dal GAL Etna Sud di Mascalucia, che, come agenzia di sviluppo, ha inteso allacciare apporti tra le aziende siciliane e l’Estonia.
Dal 26 al 28 agosto 2026, una delegazione estone composta da amministratori locali, politici, valutatori di progetti e imprenditori ha visitato la Sicilia con l’obiettivo di conoscere da vicino il funzionamento dei GAL, l’utilizzo virtuoso dei fondi europei e le filiere produttive d’eccellenza del territorio, ponendo le basi per scambi commerciali e turistici bilaterali.
A promuovere l’iniziativa il direttore del Gal Etna Sud di Mascalucia, Nino Paternò, di origini rosolinesi, con un programma di visite che ha toccato tre realtà della Sicilia sud-orientale: la Cooperativa CA.LI., nata nel 2017 dall’iniziativa di Andrea Carpino e della vicepresidente Linguanti, una realtà che aggrega oltre cinquanta soci e gestisce più di mille ettari coltivati in regime biologico certificato, investendo con successo anche nel turismo rurale. Visitata anche l’azienda Agriblea di Gino Agosta, celebre per i pomodori secchi realizzati secondo i metodi tradizionali siciliani e già esportati in tutto il mondo. Infine gli ospiti baltici hanno visitato Sincerabio in territorio di Noto, un’eccellenza specializzata in produzioni biologiche ad altissima trasparenza e tracciabilità.

“Il nostro progetto di cooperazione -ha spiegato il direttore del Gal Etna Sud Nino Paternò– mira a creare i presupposti per l’internazionalizzazione delle imprese locali. Stiamo intervenendo in aree che vanno ben oltre quelle assegnate al nostro Gal perchè interveniamo come agenzia di sviluppo. L’idea cardine è mettere in contatto diretto i produttori siciliani con gli imprenditori estoni interessati a conoscere le filiere d’eccellenza, come quelle degli agrumi, delle mandorle e dei prodotti tipici. Queste iniziative possono fare da traino per l’economia dell’isola, assicurando ai piccoli produttori prezzi equi e costi ridotti grazie alla forza aggregativa e organizzativa del GAL”.
Un approccio che ha riscosso un fortissimo interesse da parte della delegazione estone, guidata da Merie Pussak, direttrice del GAL Ida Harju Koostöökoda. Gli ospiti baltici hanno studiato con attenzione i modelli siciliani di gestione dei fondi UE e le pratiche di sviluppo rurale, con l’intento di replicare alcune di queste strategie nel loro territorio e avviare collaborazioni commerciali concrete.
Accanto ai successi e all’entusiasmo degli imprenditori, l’iniziativa ha dovuto registrare una nota critica. Il direttore Paternò non ha nascosto l’amarezza per la mancata risposta delle istituzioni locali, le quali avrebbero dovuto favorire gli incontri con le aziende e supportare un progetto così strategico per l’economia.
“C’è l’assenza di chi avrebbe il dovere di essere azienda trainante come sono le istituzioni -ammonisce il direttore del Gal Nino Paternò-. Quando inviamo una Pec alle amministrazioni con l’obiettivo di avere un elenco di aziende ma non si riceve neanche una risposta, questo lascia l’amaro in bocca. Continuiamo a sperare in un futuro coinvolgimento anche perché il partenariato tra Sicilia ed Estonia si configura come un canale nuovo, costruito direttamente sul territorio da chi crede davvero nella cooperazione europea. Un percorso concreto in grado di ampliare i mercati per le aziende siciliane, attrarre flussi di turismo rurale, rafforzare le filiere certificate e arricchire il territorio con nuove competenze”.
È la dimostrazione pratica di come la Sicilia possa dialogare con l’Europa non più solo come meta turistica passiva, ma come protagonista attiva di un modello di sviluppo moderno, aperto e competitivo.











