La storica Sagra dell’Arancino è tornata al centro delle cronache non per un record di presenze o per una ricetta innovativa, ma per le notizie contrastanti di questi giorni. Prima l’annullamento dell’edizione 2026 per la mancata concessione del contributo regionale; poi il dietrofront del presidente di Eventi Sicilia, Salvatore Branca, che ha annunciato che la sagra si farà comunque “entro il 2026”, probabilmente nel mese di dicembre.
È proprio in quel momento di incertezza che qualcosa si è mosso. Non una semplice iniziativa commerciale, ma un progetto che punta a ridefinire l’identità dell’evento. La Pizzeria Il Siliccu, guidata da Giuseppe Cascino, ha presentato all’Amministrazione Comunale il Festival dell’Arancino – Rosolini 2026, una proposta è stata accolta dall’amministrazione comunale tanto da inserirla nel cartellone dell’estate rosolinese.
Il passaggio da sagra a festival non è un maquillage linguistico: è una presa di posizione. Il progetto si fonda su cinque pilastri, tradizione viva, esperienza, partecipazione, attrattività e restituzione, e introduce un concetto che finora nessuno aveva osato mettere nero su bianco: la città deve beneficiare direttamente dell’evento.
Il Festival propone un modello che, per Rosolini, rappresenta una piccola rivoluzione culturale. Il 50% dell’utile netto generato durante la tre giorni sarà devoluto al Comune e vincolato a iniziative culturali, sociali o turistiche. Non un gesto simbolico, ma un patto di trasparenza: chi partecipa non è solo spettatore, ma beneficiario. Inoltre si prevede il posizionamento di stand in cui saranno invitati a partecipare tutte le attività che promuovono l’arancino a Rosolini. Un coinvolgimento totale e aperto al fine di coinvolgere tutti gli operatori del settore.
In un territorio dove spesso gli eventi si reggono su contributi pubblici, questa scelta ribalta la logica: l’iniziativa privata non chiede, restituisce. E lo fa con un cronoprogramma di eventi: il 14 agosto apertura dell’area gusto e Summer Tour con artisti siciliani e ospiti. 15 agosto la grande festa di Ferragosto, band locali, spettacoli per famiglie, arancini classici, creativi e senza glutine. Il 16 agosto la giornata della comunità, con le associazioni protagoniste e la formalizzazione dell’impegno di restituzione.
Il Festival dell’Arancino nasce con un messaggio chiaro: Rosolini non può dipendere esclusivamente dai finanziamenti regionali. L’evento si propone di autogenerarsi, coinvolgendo attività locali, partner privati e una rete di collaborazioni che punta a trasformare la città in un polo attrattivo per il territorio circostante.
Il Comune non si limiterà a dare solo il patrocinio, ma si impegnerà in una collaborazione strategica su logistica, sicurezza e trasparenza amministrativa. E l’amministrazione, almeno nelle dichiarazioni, sembra voler sostenere la sfida.
Il sindaco Giovanni Spadola, di concerto con l’assessore allo spettacolo Roberto Errante, ha ribadito il ruolo delle associazioni e l’impegno dell’ufficio Sport, Turismo e Spettacolo: “Siamo stati vicini a tutte le realtà che hanno protocollato eventi in città, e così faremo con il Festival dell’Arancino 2026. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le associazioni che con i propri mezzi hanno movimentato e movimenteranno l’estate rosolinese”.
Nel progetto la Pizzeria Il Siliccu lo dice chiaramente: non si tratta di salvare un appuntamento in extremis, ma di farlo evolvere. “Proponiamo di farlo crescere, trasformandolo in un Festival capace di generare valore, identità e nuove opportunità per Rosolini”.
Il 2026 potrebbe essere l’anno della svolta. Dipenderà dalla capacità della città di fare rete attorno a una visione che, per una volta, non chiede ma restituisce.













