Biagio Teseo, rosolinese, web designer e imprenditore digitale, ha trasformato la sua storia in una graphic novel “Il giorno prima di YouTube”: il racconto di Orange Movie, la sua piattaforma video italiana creata nel 2003 e che precedette You Tube di un anno.
C’è una storia di Rosolini che pochi conoscono, e che avrebbe potuto cambiare il corso di internet. È il 2003, YouTube non esiste ancora, e un ragazzo cresciuto a Rosolini, a pane e ZX Spectrum, sta costruendo una piattaforma per condividere video online. Si chiama OrangeMovie. Il futuro è già lì, scritto in codice, ma nessuno lo sa ancora.
Biagio Teseo, business owner, web and graphic designer, social media advisor e public speaker, è quel ragazzo. Oggi ha deciso di raccontare quella storia come si racconta un’epopea: a fumetti. “Il Giorno Prima di YouTube – Una storia italiana” è la sua graphic novel, pubblicata su Amazon in formato ebook e in versione cartacea, realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa. La storia, i testi, la regia narrativa e la direzione creativa sono interamente suoi.

La copertina dice già tutto: gli occhi di un bambino che fissa lo schermo di uno ZX Spectrum, e in quegli occhi si riflette il logo di YouTube. Un’immagine potente, costruita nello stile grafico scuro e cinematografico delle graphic novel DC Comics. Ma dietro quella copertina c’è una vicenda vera che comincia proprio nelle strade di Rosolini.
Chi ha una certa età ricorderà il laboratorio di Luigi Papaleo in via Alighieri. Lì uno dei tecnici elettronici più visionari della città aveva aperto un negozio: fu il primo a portare i computer a Rosolini, in un’epoca in cui erano ancora oggetti alieni, roba da laboratorio.

“Papaleo era ed è un genio -dice Teseo-, uno di quegli uomini che capiscono le cose prima degli altri, che smontano e rimontano il mondo con le mani e con la testa”. Il suo negozio divenne un crocevia generazionale, un luogo in cui una piccola comunità si affacciava per la prima volta sul futuro. “Ci ha formati senza saperlo. Tutti quelli della mia generazione, che poi hanno usato i computer, hanno iniziato da lì. Nel pomeriggio, dopo la scuola, andavamo lì a capire come funzionavano quelle macchine. A sognare”.
Da via Alighieri, passando per la radio locale, per gli studi di elettronica a Siracusa, per il lavoro alla Facoltà di Giurisprudenza di Catania, si arriva a OrangeMovie. Una piattaforma che permetteva di caricare e condividere video online, con categorie che oggi suonano familiari: cortometraggi, videoclip, spot, film delle feste.

In quegli stessi anni Teseo entrò in contatto con Jerome, un giovane sviluppatore americano che aveva creato un video player innovativo e lo distribuiva liberamente. Teseo gli scrisse, ottenne il permesso di sperimentarlo, lo provò, ma non fece in tempo a integrarlo pienamente in OrangeMovie. Un anno dopo, quella stessa tecnologia finì nel cuore di YouTube.
“Quando andavamo in cerca di sponsor, ci dicevano che i video su internet erano impossibili, che le reti erano troppo lente, che la gente non avrebbe mai messo online cose personali”, racconta Teseo. Un anno dopo, YouTube esplodeva. Oggi chiunque mette online cose personali. “Eravate le menti giuste nel posto sbagliato del mondo?”, gli viene chiesto. “Può darsi”, risponde.
In Italia non esisteva la cultura del venture capital, le banche prestavano solo a chi già aveva, e la Silicon Valley era un altro pianeta. La storia di OrangeMovie non è un fallimento: è una storia di anticipazione senza gli strumenti giusti intorno.
La graphic novel di Teseo nasce da un articolo pubblicato su Repubblica che riportò alla luce la vicenda, scatenando interesse nazionale, dirette Facebook con parlamentari del M5S e persino un contatto con uno sceneggiatore di Canale 5 che voleva farne una fiction, progetto naufragato per ragioni personali dello sceneggiatore. Teseo ha deciso allora di raccontarla a modo suo: con l’intelligenza artificiale come strumento creativo, lui come autore e regista della propria memoria.
Ma il cuore del libro è il messaggio che Teseo rivolge alle nuove generazioni: “Credere sempre in sé stessi, fare, sbagliare, imparare, rialzarsi” dice, citando una frase che ama: “Fai le cose che puoi, nel posto in cui sei, con quello che hai. Andarsene, purtroppo, significa spesso smettere di fare le cose per sé e per la propria terra e cominciare a farle per gli altri”. Un messaggio che in una città come Rosolini, che conosce bene il peso dell’emigrazione dei talenti, risuona con forza particolare. “I puntini si uniscono solo guardando indietro”, diceva Steve Jobs, e Teseo ha scelto proprio quella frase per aprire il suo libro. Lui, quei puntini li ha uniti. E ne ha fatto un fumetto.
“Il Giorno Prima di YouTube – Una storia italiana” di Biagio Teseo è disponibile su Amazon a questo link
Enrica Odierna













