Il Pd, in particolare, aveva parlato di «assenza di qualunque iniziativa sul Conto Termico GSE», proponendo l’avvio delle diagnosi energetiche di tutti i plessi scolastici, lo stanziamento delle somme necessarie e la definizione di un cronoprogramma per arrivare alla prenotazione degli incentivi e all’avvio dei lavori.
Floriddia contesta ora quella ricostruzione e invita a partire dagli atti amministrativi. “In merito a quanto dichiarato dal sig. Tonino Basile circa la presunta “assenza di qualunque iniziativa sul Conto Termico GSE”, riteniamo opportuno chiarire i fatti attraverso gli atti, prima ancora che con le parole”
Il consulente del sindaco indica una data precisa: aprile 2026. “Già nel mese di aprile 2026, d’intesa con il Sindaco e con il supporto del consulente per l’efficientamento energetico, Carmelo Floriddia, è stato formalmente dato indirizzo ai Responsabili dei Settori Lavori Pubblici e Patrimonio affinché venissero avviate tutte le attività necessarie per verificare le possibilità di accesso del Comune di Rosolini al Conto Termico 3.0. L’atto è stato acquisito al protocollo comunale il 9 aprile 2026, al n. 7794″.
Secondo Floriddia, l’indirizzo impartito dall’Amministrazione non riguardava soltanto le scuole, ma più in generale il patrimonio comunale, con particolare attenzione agli edifici maggiormente energivori. “Nell’atto viene richiesta una ricognizione degli immobili comunali potenzialmente candidabili agli interventi, con particolare riguardo agli edifici pubblici maggiormente energivori e agli immobili scolastici, oltre agli altri cespiti del patrimonio comunale suscettibili di interventi di riqualificazione energetica. Ed è proprio il tema delle scuole a rappresentare uno degli aspetti sui quali l’Amministrazione sta concentrando maggiormente il proprio lavoro. L’iniziativa legata al Conto Termico nasce infatti anche dalla volontà di individuare soluzioni concrete per migliorare l’efficienza energetica e le condizioni degli edifici scolastici comunali”.
La replica entra poi nel merito della natura degli interventi. Il punto, secondo Floriddia, non è semplicemente installare nuovi climatizzatori, ma capire prima quali siano le esigenze effettive dei singoli edifici. “Non si tratta, però, semplicemente di acquistare e installare dei climatizzatori. Prima di intervenire è necessario conoscere il reale fabbisogno delle singole strutture, verificare consumi e caratteristiche degli edifici e, soprattutto, accertare l’adeguatezza degli impianti elettrici esistenti, che in diversi casi costituisce il vero nodo tecnico da affrontare prima dell’installazione di nuove apparecchiature. Per questa ragione il percorso avviato ad aprile prevede non soltanto la ricognizione degli immobili, ma anche le necessarie attività tecniche preliminari, la valutazione della fattibilità tecnico-economica degli interventi e l’individuazione delle soluzioni maggiormente compatibili con le caratteristiche del patrimonio comunale”.
“L’atto – continua Floriddia – dispone inoltre la predisposizione di una proposta di manifestazione di interesse finalizzata all’individuazione di operatori economici qualificati per le attività tecniche preliminari e propedeutiche. Dunque, affermare che vi sia stata una “assenza di qualunque iniziativa sul Conto Termico GSE”, come riportato nell’articolo, non tiene conto di un atto formale che risale al mese di aprile e del lavoro tecnico e amministrativo che ne è seguito”.
Prendiamo il giudizio con la serenità che merita, limitandoci a ricordare una cosa molto semplice: non pubblicare un articolo ogni due giorni per raccontare ciò che si sta facendo non significa non lavorare. Ci sono attività che richiedono sopralluoghi, verifiche tecniche, ricognizioni, atti amministrativi e tempo per essere costruite correttamente. Preferiamo che sia il lavoro svolto a parlare, piuttosto che anticiparlo quotidianamente a mezzo stampa. Naturalmente la critica politica è legittima. Sarebbe però altrettanto utile che, prima di sostenere pubblicamente che su una determinata materia non sia stato fatto “nulla”, si verificasse almeno l’esistenza degli atti”.













