Si terrà comunque, nonostante l’assenza annunciata del Prefetto di Siracusa, il consiglio comunale aperto richiesto dai consiglieri di opposizione a Rosolini per discutere della potenziale nascita di un centro di prima identificazione sul territorio comunale.
La conferma ufficiale dell’assenza del Prefetto è arrivata direttamente dal sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, il quale ieri si è recato personalmente a Siracusa, presso la sede della Prefettura, per verificare la disponibilità del Prefetto a partecipare all’assemblea.
“Il Prefetto non potrà scendere a Rosolini per prendere parte al consiglio a causa di stringenti impegni istituzionali legati alla complessa gestione della provincia siracusana”, ha detto Spadola. Ciononostante, il sindaco Spadola ha assicurato che il dibattito pubblico non subirà battute d’arresto: l’assise civica aperta si farà comunque, anche se la data ufficiale non è stata ancora definita.
Inoltre, il sindaco ha anticipato che lo stesso Prefetto, o una sua rappresentanza, dovrebbe recarsi in visita al Comune di Rosolini nei prossimi giorni per discutere direttamente dell’iniziativa.
Durante l’incontro a Siracusa sono emersi dettagli importanti sulla natura e sul funzionamento della struttura proposta. Si tratterà di un centro governativo destinato a ospitare un massimo di 50 persone, composto principalmente da famiglie. La permanenza all’interno della struttura sarà temporanea, limitata al tempo strettamente necessario per completare le procedure di identificazione, prima del successivo trasferimento in vari centri di accoglienza.
Il sindaco Spadola ha voluto fare chiarezza sulla gestione amministrativa del centro per evitare fraintendimenti: “Centro governativo lo dice la parola stessa: lo gestisce solo ed esclusivamente la prefettura. Non vi può entrare nessuno del Comune, né società private, né nessun altro”.
Nei prossimi giorni è attesa a Rosolini una delegazione in rappresentanza della Prefettura per effettuare i necessari sopralluoghi e definire le modalità operative del progetto. Il primo cittadino si è mostrato fiducioso, ipotizzando l’arrivo di possibili buone notizie in merito al coordinamento dell’opera.
Nei giorni scorsi era stato il Movimento “Mente e Cuore” a scrivere al Prefetto facendo notare che “un centro di prima accoglienza finisce spesso per ospitare soggetti fragili come bambini, anziani o persone bisognose di cure mediche. La notevole distanza dai presidi sanitari costringerebbe quindi a continui trasferimenti d’urgenza, gravando ulteriormente sul personale e sui mezzi locali. Aggiungere questo carico organizzativo a una rete di servizi sociali già sotto forte pressione non sarebbe equo per la cittadinanza e rischierebbe di compromettere la dignità stessa dell’accoglienza offerta ai migranti”.
Tutto questo quando tra la stessa Prefettura e il centro di accoglienza “Alessandro Frasca” si è innescata una vera e propria battaglia legale dopo la risoluzione del contratto a dicembre 2025. La società “Frasca” ha dovuto mandare a casa 33 lavoratori e deve ancora percepire circa 1.500.000 euro per i servizi resi, somme che la Prefettura ha trattenuto in attesa che venga concluso il giudizio civile a seguito delle “gravi inadempienze” riscontrate dalla stessa Prefettura soprattutto per l’utilizzo di medici e infermieri volontari. Potrebbe essere questo uno dei motivi per cui il Prefetto vuole al momento tenersi lontano dal consiglio comunale aperto? Il centro Frasca, che sarà invece presente al consiglio comunale aperto in massa, ha iniziato una battaglia legale con una serie di denunce querele sia al Prefetto che ai funzionari della Prefettura, ritenendo che il blocco dei pagamenti sia “illegittimo”.
Il clima dell’accoglienza a Rosolini è alquanto caldo così come le alte temperature di questa estate.












