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Bellezza e spazzatura: al Corso Savoia le vetrine dei “Due Mondi” per denunciare la nostra indifferenza

Una vetrina per gridare tutto il disappunto verso il degrado che attanaglia il nostro bellissimo territorio. Da una parte i quadri che raccontano le meraviglie della natura; dall’altra, i rifiuti che ne fanno da contorno.
L’ha allestita l’artista Gianluigi Pitrolo, insieme all’amico Enrico Calabrese, nel suo atelier di Corso Savoia. E il messaggio è chiaro e pungente: “Abbiamo voluto dare come titolo Due Mondi a questa vetrina -spiegano Gianluigi ed Enrico- perché siamo noi a scegliere ogni giorno da che parte stare. E purtroppo spesso c’è chi sceglie di stare dalla parte sbagliata”.
Quello che appare dietro il vetro è un contrasto che rappresenta un pugno nello stomaco, ma dato con eleganza. “Da una parte, la Sicilia che amiamo raccontare: i carrubi secolari, la luce che accarezza le campagne, i colori che sembrano usciti da un sogno. Dall’altra, la Sicilia che troppo spesso fingiamo di non vedere: lattine schiacciate, rifiuti abbandonati, sterpaglie secche, brandelli di un paesaggio ferito dall’incuria”.
Al centro di questo scontro tra bellezza e degrado galleggiano piccole barchette di carta di giornale: fragili, leggere, quasi infantili. Ed è proprio questa fragilità a renderle potentissime.
“Rappresentano i sogni dei bambini -spiegano ancora Gianluigi e Enrico-, il futuro che stiamo consegnando loro. Un futuro che rischia di naufragare se continuiamo a trattare la nostra terra come una discarica a cielo aperto”.
Per Pitrolo “Non si può restare indifferenti quando si va in giro e si vede qualcosa del genere».
E aggiunge che spesso sono proprio i turisti a rimanere più colpiti, e più delusi, da ciò che trovano ai margini delle nostre strade. “Come se la bellezza fosse un dono che non sappiamo custodire”.
Chi si fermerà davanti a quella vetrina, anche solo per un minuto, capirà che non si tratta di una semplice esposizione artistica, ma di un grido alla responsabilità civica.
Perché il monito che accompagna l’opera non lascia scampo: “Ciò che non abbandoniamo oggi sarà inquinamento in meno per gli abitanti di domani”.
E domani, quei piccoli abitanti, saliranno su quelle barchette. Sta a noi decidere se troveranno un mare pulito o un mare di rifiuti.

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Immagine di Ferdinando Perricone

Ferdinando Perricone

Editore e Direttore responsabile del Corriere Elorino. Giornalista dal Marzo del 2000.

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