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Floriddia (Futuro Nazionale): “Quello di contrada Casazza non sarà un centro accoglienza”

 

Sulla vicenda della possibile struttura per migranti a Rosolini arriva la voce dell’altro  comitato di Futuro Nazionale. A intervenire questa volta è Carmelo Floriddia, fondatore del Comitato 459, membro dell’Assemblea nazionale del partito ed eletto nel Comitato dei 100 di Roberto Vannacci, oltre che consulente a titolo gratuito del sindaco di Rosolini.

 

E la sua versione dei fatti, affidata a una lunga nota inviata alla redazione, capovolge il quadro tracciato finora e si pone in contrapposizione con l’altro comitato rosolinese di Futuro Nazionale, il 1079, che ieri aveva bocciato il centro accoglienza.

 

“Non si tratta di un centro di accoglienza” dice Floriddia ma di un possibile Hub temporaneo di identificazione, attivabile esclusivamente in caso di importanti eventi di sbarco. E, soprattutto, precisa Floriddia, non ci sarebbe ancora alcuna decisione assunta dall’amministrazione comunale.

 

“In queste ore -scrive- assistiamo a diversi interventi politici sulla vicenda dell’Hub ipotizzato a Rosolini. Ritengo però che, prima di alimentare discussioni, perplessità o preoccupazioni tra i cittadini, fosse necessario conoscere esattamente i fatti.

Per questo motivo, questa mattina, nella mia doppia veste di consulente del sindaco e membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale, ho ritenuto doveroso confrontarmi direttamente con il sindaco e con il vicesindaco, titolare della delega alla Protezione civile”

 

“A differenza di chi ha scelto di intervenire immediatamente, magari alla ricerca di qualche ora di notorietà politica, – continua- ho preferito prima verificare la situazione. Il mio obiettivo è semplice: informare correttamente i cittadini di Rosolini e garantire la massima trasparenza.

Non è un centro di accoglienza
Partiamo dalla questione principale: a Rosolini non si sta parlando della nascita di un nuovo centro di accoglienza. L’ipotesi riguarda un Hub temporaneo di identificazione, che verrebbe attivato esclusivamente nel caso in cui si verificassero importanti eventi di sbarco e quindi una situazione emergenziale.

La richiesta di disponibilità è arrivata direttamente dalla Prefettura, nell’ambito di un censimento effettuato presso i Comuni della provincia. Non si tratta, quindi, di una decisione già assunta dall’amministrazione comunale di Rosolini”.

 

“La Prefettura ha individuato due possibili aree: la vecchia scuola Tobruk e una zona adiacente all’area di Protezione civile. Sul Tobruk la posizione è stata immediata e netta: no. Io, insieme al sindaco e all’intera Giunta, ho ritenuto assolutamente inopportuno destinare quella struttura a questa funzione. Il Tobruk è stato recentemente restaurato grazie a un finanziamento pubblico e restituito alla città. È uno spazio che deve mantenere una funzione sociale e comunitaria e che potrà essere utilizzato dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per iniziative rivolte alle persone più fragili”

“Futuro Nazionale – ricorda Floriddia- ha una posizione molto chiara sull’immigrazione: siamo contrari a una gestione incontrollata dei flussi e a un sistema che continua a scaricare sull’Italia e soprattutto sulla Sicilia responsabilità che devono essere condivise dall’intera Europa. Ma una posizione politica seria non può prescindere dalla realtà dei fatti. Per questo considero sbagliato trasformare un Hub temporaneo di identificazione in un presunto nuovo centro di accoglienza. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare che l’Italia e la Sicilia siano diventate il punto di arrivo di un fenomeno che riguarda l’intero continente. La nostra terra è la porta dell’Europa, ma l’Europa non finisce in Sicilia. Esistono altri Paesi europei che devono assumersi le proprie responsabilità. La fermezza nella gestione dei flussi migratori non significa indifferenza verso chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà o condizioni di vita drammatiche. Significa, al contrario, pretendere che esista un sistema ordinato, trasparente e rispettoso delle regole, capace di distinguere le diverse situazioni e di garantire dignità alle persone senza lasciare intere comunità nell’incertezza.
Noi rivendichiamo chiarezza, sicurezza e velocità nello smistamento europeo.
Chi ha diritto alla protezione deve poterla ottenere rapidamente. Chi deve essere trasferito verso un altro Paese europeo deve poterlo fare senza rimanere per mesi o anni in una condizione di precarietà. E chi non ha titolo a rimanere deve essere sottoposto alle procedure previste dalla legge per il rimpatrio. L’Italia non può e non deve essere un Paese cuscinetto. Identificare, sapere dove si vuole andare e poi decidere È su questo punto che Futuro Nazionale intende portare avanti una vera battaglia politica. Chi arriva deve essere identificato, deve essere verificata la sua identità e deve essere accertata l’età attraverso procedure affidabili e nel rispetto della legge.
Dopo l’identificazione bisogna però affrontare un’altra questione: qual è il Paese europeo che questa persona intende raggiungere?
Se, ad esempio, un migrante dichiara di voler raggiungere la Germania perché lì ha familiari, dovrà essere la Germania a essere coinvolta nella relativa procedura. La richiesta di protezione dovrà essere valutata dal Paese interessato e, qualora venga accettata, il trasferimento dovrà avvenire a carico dello Stato che ha accettato la richiesta.
Ma deve valere anche il principio inverso.
Se il Paese indicato non accetta la richiesta, l’Italia non può diventare automaticamente il Paese nel quale la persona rimane indefinitamente. Concluse le procedure previste dalla legge e verificati i presupposti, dovrà essere disposto il rimpatrio”.

E conclude: “

Questa è la posizione che Futuro Nazionale intende sostenere nelle sedi istituzionali. Se l’Europa è una comunità, deve esserlo anche nella gestione delle responsabilità.

Rosolini, dal canto suo, non deve pagare il prezzo dell’inerzia europea. La nostra città ha già vissuto situazioni analoghe, come nel caso del tensiostatico messo a disposizione della Prefettura, con risultati e difficoltà evidenti. Ogni eventuale scelta dovrà quindi essere attentamente valutata, mettendo al primo posto la tutela dei cittadini e del territorio.

Il mio auspicio è che non si verifichino sbarchi tali da rendere necessario l’utilizzo dell’Hub. Se l’emergenza non si verificherà, sarebbe inutile spendere ulteriori risorse pubbliche per una struttura che non avrebbe necessità di essere utilizzata. Quelle risorse potrebbero essere destinate al rafforzamento delle attività delle nostre Forze dell’ordine, perché Rosolini ha bisogno di sicurezza, presenza dello Stato e controllo del territorio. Prima di parlare, ho voluto verificare. Prima di commentare, ho voluto conoscere. Oggi ritengo quindi doveroso spiegare ai cittadini che la questione sul tavolo è quella di un possibile Hub temporaneo di identificazione, non della nascita di un centro di accoglienza. Futuro Nazionale continuerà a sostenere una linea chiara: controllo dei confini, identificazione certa, tutela di chi è realmente vulnerabile, responsabilità condivisa tra gli Stati europei, velocità nello smistamento e rimpatrio nei casi previsti dalla legge. Non siamo un Paese cuscinetto. Siamo un Paese europeo e pretendiamo che l’Europa faccia la propria parte. Rosolini merita rispetto e trasparenza. I cittadini meritano di conoscere la verità”.

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