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Rissa in piazza Europa: chiesto un consiglio comunale aperto, il sindaco assicura: “Indagini in corso”

Nei giorni scorsi il movimento cittadino “Energia e Movimento” aveva chiesto all’amministrazione la convocazione di un consiglio comunale aperto sui problemi della sicurezza in città e “sul disagio giovanile”. Ieri sera quella richiesta è arrivata, di fatto, in aula: il consigliere Tino Di Rosolini l’ha rilanciata a nome dell’opposizione, annunciando la formalizzazione di una propria richiesta di consiglio straordinario e aperto alla cittadinanza. Il presidente del consiglio ha proposto di organizzarlo attraverso una riunione di capigruppo, per decidere insieme tempi e modalità.

A dare peso e urgenza alla richiesta è stata la rissa che che nei giorni scorsi ha coinvolto una trentina di adolescenti tra i 14 e i 16 anni in piazza Europa, tornata a più riprese al centro del dibattito.

Il sindaco ha ricostruito i fatti in prima persona: la mattina dopo la rissa “mi sono recato personalmente in caserma dai carabinieri, che nel frattempo si stanno coordinando con la compagnia di Noto”. Ha rivendicato il” ruolo decisivo delle telecamere di videosorveglianza comunali che funzionano benissimo“, ha detto “e grazie alle quali le indagini hanno già permesso di individuare alcune responsabilità”. 

Piazza Europa non è un caso isolato. Più consiglieri hanno allargato il quadro ad altre zone della città: piazzetta Beninato e via Errante, dove gli stessi cittadini hanno raccolto filmati; la zona di Sant’Alessandra; il quartiere in fondo a via Sipione, dove d’estate, è stato detto in aula, bisogna tenere le finestre chiuse per il rumore di auto e motorini che “sfrecciano anche a 100 km/h di notte”.

Il ritratto più duro della serata lo ha tracciato il consigliere Giuseppe Guastella, che ha inserito la rissa in una cornice più ampia di degrado urbano, ricordando gli anni di incendi di auto e abitazioni. Per Guastella il problema non è la criminalità organizzata, ma qualcosa di più sottile e diffuso: “L’atteggiamento mafioso”, lo ha definito, portando l’esempio di chi occupa senza motivo un parcheggio riservato ai disabili, un piccolo sopruso quotidiano che, ha spiegato, lede la libertà di chi è più debole, esattamente come accade quando un gruppo si sente legittimato a imporsi sugli altri in piazza. Ha collegato questo clima anche ai cambiamenti della scuola (“sanno di non poter essere bocciati”), ha detto, che a suo giudizio alimentano nei più giovani un senso di impunità. Dello stesso avviso il consigliere Rosario Cavallo, che ha parlato di un senso di impunità diffuso: “C’è un clima dove tutto è possibile” – ha detto,  ricordando anche una mozione sulla microcriminalità già approvata in passato e mai seguita da riscontro della prefettura.

Articolata anche la riflessione del consigliere Gianluigi Pitrolo, che ha provato a spiegare cosa si nasconda dietro episodi come quello di piazza Europa. Per lui il punto di partenza è l’educazione familiare: i genitori di oggi, ha detto, sono “molto più lassisti” di un tempo, tendono a giustificare troppo i figli e a costruire attorno a loro una sorta di bolla protettiva che, invece di aiutarli, finisce per penalizzarli, privandoli dell’abitudine ad assumersi responsabilità. Ma il vero nodo, secondo il consigliere, sta più in profondità: la rissa non è che la punta dell’iceberg di un sistema di valori che negli anni si è progressivamente sgretolato, complice anche un disimpegno crescente dei più giovani verso lo sport e le passioni che un tempo occupavano il tempo libero.

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